Il paradosso: quando piratare è più comodo che pagare

Lo streaming aveva davvero dato l’illusione di aver “messo in pensione” la pirateria: quando è arrivato Netflix e, di fatto, per molti era il posto dove trovare quasi tutto pagando una cifra sola, la convenienza era semplice e soprattutto comoda. Oggi quella semplicità si è rotta: non perché ci sia un servizio ‘cattivo’, ma perché per vedere quello che ti interessa devi inseguire i contenuti da un’app all’altra.

Quando bastava un solo abbonamento

All’inizio l’accordo implicito era chiaro: paghi poco, guardi tanto, senza sbattimenti. La pirateria, in quel contesto, perdeva appeal perché la soluzione legale era più rapida di qualsiasi alternativa “creativa”.

Poi il mercato ha cambiato incentivi: ogni studio vuole il proprio recinto, ogni recinto vuole la sua quota mensile, e tu finisci per pagare due, tre, quattro abbonamenti solo per vedere quello che prima avevi su un unica piattaforma.

La frammentazione è una scelta (e si paga)

Non è ‘colpa del mercato’: è l’effetto domino di tanti player che fanno la stessa cosa. Ognuno si è costruito la sua piattaforma per prendersi la sua fetta, punto. Poi però non stupiamoci se per seguire film e serie devi saltare da un’app all’altra, con abbonamenti separati e costi che si sommano. L’arrivo di HBO Max in Italia dal 13 gennaio 2026 è solo l’ultimo tassello di questa dinamica: non è il problema in sé, è la prova che lo spezzatino continua

E HBO Max, infatti, arriva già con i suoi piano e paletti: Base con pubblicità 5,99 €/mese, Standard 11,99 €/mese, Premium 16,99 €/mese, più opzione Sport 3 €/mese. Se moltiplichi questa logica per tutti gli operatori, il “costo della comodità” smette di essere un abbonamento e diventa un puzzle.

“Il conto” dello streaming

Qui sotto non c’è un calcolo perfetto “del mercato intero” (impossibile, tra promo, bundle e offerte annuali), ma un’idea concreta di quanto costi avvicinarsi al “voglio scegliere sempre io cosa vedere” con le principali piattaforme oggi comuni in Italia, usando i listini mensili più economici quando presenti.

Esempio: pacchetto minimo (mensile)

ServizioPiano più economico mensilePrezzo
NetflixStandard con pubblicità6,99 €
Disney+Standard con pubblicità6,99 €
Prime Video Mensile4,99 €
HBO MaxBase con pubblicità5,99 €
Paramount+Mensile (unico principale)7,99 €
NOWPass Entertainment 8,99 €

Totale indicativo (solo questi 6): 41,94 € / mese (somma dei listini sopra).
Se inizi ad aggiungere sport e pacchetti (es. NOW Sport è 29,99 €/mese su rinnovo mensile) la spesa s’impenna.

Quando il pirata è chi ti vende l’abbonamento

C’è un equivoco comodo, da anni: il “pirata” sarebbe sempre e solo l’utente che si arrangia. Peccato che oggi, a guardare il settore streaming, il comportamento più “piratesco” spesso stia dall’altra parte — da chi l’abbonamento te lo vende. Prezzi che salgono, cataloghi spezzettati, esclusive usate come recinti e l’ennesima app da aggiungere alla lista: non è che la pirateria ‘torna’: è che avete reso la via legale così macchinosa e contorta che, per una fetta di persone, la scorciatoia illegale finisce per sembrare la via più semplice

Non è un’opinione astratta: nel 2024 il 38% degli italiani adulti (15+) dichiara di aver fruito almeno una volta contenuti in modo illecito, con una stima di 295 milioni di atti di pirateria complessivi. (indagine Ipsos per FAPAV, 2024)

Avete alzato l’asticella. E adesso non lamentatevi se qualcuno decide di passare sotto

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